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Nel programma di consegna di un cliente sono un impegno solo la parte fissa e le autorizzazioni

7 novembre 2026, ore 08:13

Il 2 novembre Stellantis ha comunicato che la mancanza di un componente elettronico della centralina del motore sta rallentando in modo significativo la produzione di alcuni modelli Fiat in Italia, e che il problema può durare per tutto novembre e dicembre. A rischio di fermo sono le linee di Pomigliano d'Arco, dove nasce la Pandina, e di Mirafiori, dove si costruisce la 500.

Per le imprese che riforniscono una catena di montaggio che si ferma, la domanda arriva subito: i pezzi già prodotti e i materiali già acquistati per quel costruttore chi li paga? La risposta sta in un documento che il fornitore riceve ogni settimana, il programma di consegna, e in ciò che il contratto dice di ciascuna delle sue parti.

Il programma di consegna mescola impegni e previsioni

Nelle forniture continuative, come quelle dell'automobile, il cliente non manda un ordine per ogni spedizione. Firma un contratto quadro, con prezzi e condizioni, e poi trasmette a intervalli regolari l'elenco delle quantità che prevede di ritirare nelle settimane e nei mesi successivi.

Quei numeri non hanno tutti lo stesso valore. Le quantità delle prime settimane formano la parte fissa: richieste di consegna vere e proprie, con data e numero di pezzi, che il cliente si impegna a ritirare. Il resto è una previsione, utile al fornitore per organizzarsi, che il cliente può cambiare all'invio successivo senza dovere nulla.

Fra la parte fissa e la previsione, molti programmi ne contengono una terza, meno conosciuta: le autorizzazioni. Lo standard tedesco VDA 4905, usato da diversi costruttori europei per trasmettere i programmi, ha due campi appositi: uno per l'autorizzazione alla produzione, l'altro per quella all'acquisto dei materiali. Con la prima il cliente consente di fabbricare i pezzi fino a un certo numero; con la seconda, di comprare materie prime e componenti per un volume più ampio. Dentro quei limiti, se il programma poi si riduce, di regola il rischio resta al cliente, che paga ciò che aveva autorizzato e non ritira più. Oltre quei limiti, il rischio è tutto del fornitore.

L'errore tipico è comprare e produrre sulla previsione

Quando un componente elettronico arriva molti mesi dopo l'ordine, chi lavora per un costruttore tende ad acquistarlo sulla previsione, perché restare senza può costare la fornitura. Se però quella quantità supera l'autorizzazione all'acquisto, la merce è stata comprata a rischio proprio. Quando la linea del cliente si ferma per qualche settimana, quella merce resta sugli scaffali e immobilizza denaro già pagato o da pagare; se il programma viene tagliato per sempre, o il modello esce di produzione, nessuno è tenuto a ritirarla.

Lo stesso accade ai pezzi finiti. Per tenere sature le macchine, o per fare lotti più lunghi, capita di produrre oltre ciò che coprono la parte fissa e l'autorizzazione alla produzione. Finché il costruttore consuma, l'anticipo non si nota; quando smette, diventa una scorta che nessun altro può comprare, perché il pezzo è fatto sul suo disegno.

Che cosa si guarda in azienda, e chi lo fa

La prima verifica spetta a chi segue il contratto, di solito il responsabile commerciale con l'amministrazione: nelle condizioni generali d'acquisto del cliente e nel contratto quadro si cercano quante settimane copre la parte fissa, se ci sono le autorizzazioni e come si calcolano, e chi paga materiali e pezzi rimasti dentro quei limiti quando il programma cala. Se le autorizzazioni mancano, tutto ciò che si compra oltre la parte fissa è un rischio del fornitore, e la clausola si può chiedere al rinnovo.

La seconda spetta a chi pianifica la produzione, insieme agli acquisti: articolo per articolo si mette il tempo di consegna dei materiali accanto alla durata dell'autorizzazione all'acquisto. Dove il primo è più lungo, ogni ordine di quei materiali è un rischio che l'impresa si prende, e a deciderlo deve essere la direzione.

La terza è misurare quanto si rischia. Gli articoli fatti su disegno del cliente hanno codici dedicati: nel software gestionale si estraggono le giacenze di quegli articoli e dei materiali delle loro distinte base, e se ne toglie la parte coperta da impegni e autorizzazioni. Il valore che resta è ciò che l'impresa dovrebbe svalutare se quel costruttore tagliasse per sempre i suoi programmi, un numero che il controllo di gestione può aggiornare periodicamente per i clienti principali.

Quando arriva l'annuncio di un fermo, si fanno subito due cose: gli acquisti chiedono ai fornitori di rinviare le consegne dei materiali che superano l'autorizzazione all'acquisto, e il responsabile commerciale chiede al cliente la conferma scritta delle quantità autorizzate fino a quel giorno.

Un programma di consegna dice che cosa il cliente pensa di comprare; solo la parte fissa e le autorizzazioni dicono che cosa si è impegnato a pagare.

Il presente articolo nasce da un fatto di cronaca apparso su Reuters il 2 novembre 2026.

Scritto dal Dott. Flavio Marzani, fondatore di www.fmstudioconsulenza.it

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