Quando i clienti rinviano i progetti, il calo del fatturato si vede prima negli ordini
27 ottobre 2026, ore 08:22
Chi produce su commessa fattura oggi ciò che ha venduto settimane o mesi fa. Per sapere che cosa avrà da consegnare più avanti non bastano le vendite di oggi: bisogna metterle a confronto con gli ordini nuovi. Il 26 ottobre Cancom, gruppo tedesco di servizi informatici con sede a Monaco di Baviera, ha abbassato di 100 milioni di euro la previsione di vendite del 2026, ora fra 1,65 e 1,75 miliardi.
Nel terzo trimestre il fatturato del gruppo è sceso a circa 412 milioni di euro, contro i 423,9 dello stesso periodo del 2025. La società spiega il taglio con «cicli decisionali più lunghi e progetti rinviati», soprattutto nell'area che il gruppo chiama Workplace: i computer e le postazioni di lavoro che fornisce e gestisce per le aziende. Un cliente che rinvia un progetto non annulla nessun contratto e non lascia fatture insolute: l'ordine che avrebbe firmato in ottobre slitta di qualche mese, oppure salta del tutto, e intanto il fornitore continua a fatturare gli ordini presi prima.
Il portafoglio ordini si svuota con le consegne e si riempie con le richieste nuove
Il portafoglio è il valore degli ordini già accettati dai clienti e non ancora fatturati, cioè ciò che l'azienda ha già venduto e deve ancora consegnare. Si misura a una data, come le rimanenze. Ogni fattura emessa lo riduce del suo importo; ogni ordine nuovo lo aumenta del suo valore.
Il confronto fra ciò che entra e ciò che esce ha un nome: book-to-bill, cioè il rapporto fra gli ordini acquisiti in un periodo e il fatturato degli stessi mesi. Si calcola dividendo il primo numero per il secondo. Sopra 1 il portafoglio cresce, perché entrano più ordini di quanti se ne evadano. A 1 resta com'era. Sotto 1 cala.
Il fatturato di oggi non mostra il rallentamento
Quando i clienti cominciano a rinviare, le fatture per un po' escono regolari, perché si consegnano commesse acquisite prima. Gli ordini nuovi invece calano subito, e il rapporto scende sotto 1. Nelle fatture il rallentamento compare solo quando quelle commesse sono esaurite: dopo un intervallo che dipende dai tempi di consegna, poche settimane per chi fa manutenzioni, molti mesi per chi costruisce impianti.
Per questo il fatturato, letto da solo, è un dato in ritardo. Dice quanto lavoro è stato consegnato, non quanto ne resta. Un'azienda può chiudere un trimestre con le vendite in linea con l'anno prima e avere già davanti un semestre più vuoto.
L'errore tipico è contare come ordine ciò che non lo è
Le offerte ancora in trattativa e i contratti quadro senza quantità né date di consegna non sono vendite concluse. Messi fra gli ordini, alzano il rapporto e fanno sembrare pieno un portafoglio che non lo è. Allo stesso modo, una commessa annullata si toglie dal portafoglio nel giorno dell'annullamento. E i due numeri del rapporto si prendono sullo stesso periodo, abbastanza lungo da non dipendere da una sola commessa grande: un trimestre come minimo, meglio gli ultimi dodici mesi.
Un esempio. Un'impresa che costruisce impianti di verniciatura su commessa ha fatturato 22 milioni di euro negli ultimi dodici mesi e nello stesso periodo ha acquisito ordini per 18,7 milioni. Il rapporto è 0,85: il portafoglio, cioè quanto è venduto e non ancora fatturato, vale 3,3 milioni meno di un anno prima.
Il dato sta nel gestionale, non nel bilancio
Il portafoglio ordini non compare nello stato patrimoniale: si trova nel gestionale dell'azienda, nell'elenco degli ordini clienti non ancora evasi, con il valore e la data di consegna prevista di ciascuno. Da lì si leggono, alla fine di ogni periodo, tre numeri: gli ordini acquisiti, il fatturato e il valore del portafoglio. Diviso per il fatturato medio mensile, il portafoglio dice anche quanti mesi di fatture sono già coperti da ordini acquisiti.
Il rapporto serve soprattutto a chi consegna settimane o mesi dopo aver ricevuto la richiesta. Per chi spedisce in pochi giorni, come un distributore, le due cifre quasi coincidono e il rapporto resta vicino a 1 per forza: lì dice poco. Per chi lavora su commessa, invece, è il numero da mettere accanto al budget dell'anno successivo: le vendite scritte lì si coprono in parte con il portafoglio e per la differenza con ordini che ancora non ci sono. Finché il rapporto resta sotto 1, questa seconda quota cresce a ogni chiusura.
Il presente articolo nasce da un fatto di cronaca apparso su finanzen.net il 26 ottobre 2026.

