Trenitalia chiude il carnet dell'Alta Velocità: chi va in ufficio una volta a settimana paga più del doppio
21 ottobre 2026, ore 18:32
Dal 1° novembre Trenitalia, società delle Ferrovie dello Stato, a loro volta interamente del ministero dell'Economia, smette di vendere il Carnet Smart: dieci viaggi su Frecciarossa e Frecciargento, dal lunedì al venerdì, da usare entro trenta giorni. Sulla Torino-Milano costava 139 euro. Restano in vendita altri carnet, da usare in sei mesi, ma con sconti molto più bassi. Come alternativa, a chi va in ufficio solo qualche giorno al mese Trenitalia propone l'abbonamento mensile, che da novembre costa 80 euro in meno. In cambio ogni posto prenotato si paga 2 euro, mentre fino a ottobre la prenotazione era compresa nel prezzo.
Trenitalia spiega la scelta, in una nota, con le «mutate esigenze di mobilità dei clienti» e con la necessità di «contrastare il fenomeno delle prenotazioni non utilizzate», che secondo la società tolgono posti agli altri viaggiatori.
Chi risparmia, allora? Ogni prenotazione pagata si porta via una parte dello sconto sull'abbonamento, che finisce dopo 40 viaggi, cioè venti giorni di andata e ritorno. Chi va in ufficio tutti i giorni feriali del mese supera quella soglia e paga qualcosa più di prima. Nella nota Trenitalia porta come esempio un abbonato della Napoli-Roma che fa 30 viaggi al mese e risparmia 20 euro. Il cliente modello, a quanto pare, va in ufficio tre giorni su quattro.
Chi andava una volta alla settimana, invece, poteva comprare il carnet. Con cinque andate e ritorno al mese fra Torino e Milano, cioè dieci viaggi, da novembre spende 314 euro fra abbonamento e prenotazioni. Sono 175 euro in più ogni mese, più del doppio di prima. Secondo il Movimento Consumatori, a pagarli sono lavoratori precari, collaboratori occasionali, studenti e dipendenti che alternano l'ufficio e il lavoro da casa.
Sono davvero cambiate le esigenze? Rispetto agli anni della pandemia, chi lavora da casa è diminuito. Ma secondo l'Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, dal 2022 il numero di chi lavora da remoto è rimasto quasi lo stesso, e nel 2025 è anche cresciuto di poco. Il lavoratore a metà fra casa e ufficio non sta sparendo. Sparisce il carnet che usava, tolto da un'azienda di proprietà pubblica con due settimane di preavviso.
Del Carnet Smart, nella stessa nota, Trenitalia scrive che è un «prodotto commerciale a mercato». Sul mercato, in effetti, il prodotto resta: Italo continua a vendere i suoi carnet da dieci viaggi in trenta giorni. Nel Regno Unito, nel 2021, è stato il ministero dei Trasporti a far mettere in vendita un abbonamento da otto giorni di viaggio ogni quattro settimane, pensato per i pendolari a tempo parziale. In Italia alcuni parlamentari hanno annunciato interrogazioni al ministero delle Infrastrutture perché il carnet torni.
Quindi la domanda, per Trenitalia: delle prenotazioni non utilizzate che la nota vuole contrastare, quante venivano dai carnet e quante dagli abbonamenti, dove fino a ottobre prenotare non costava niente?
Da novembre lo sconto sull'abbonamento va a chi viaggia poco. Purché non viaggi così poco da aver comprato il carnet.
Il presente articolo nasce da un fatto di cronaca apparso su Il Post il 21 ottobre 2026.

