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Acqua nel Bresciano, la Provincia approva i rincari fino al 2029. Una parte dei soldi per le reti era finita in altre opere

29 ottobre 2026, ore 15:54

Il 28 ottobre il Consiglio provinciale di Brescia ha approvato, quasi all'unanimità, l'aggiornamento delle tariffe dell'acqua deciso dall'Ufficio d'Ambito, l'ente controllato dalla Provincia che programma opere e prezzi di acquedotti, fognature e depuratori. Per una famiglia di tre persone che consuma 150 metri cubi l'anno, la spesa sale da poco meno di 400 euro oggi a 459 nel 2029, IVA esclusa, sia nei Comuni serviti da A2A sia in quelli di Acque Bresciane, la società pubblica che gestisce il resto della provincia. Pagano le famiglie e le imprese bresciane; incassano i due gestori, che con la tariffa finanziano le opere.

Il perché lo ha spiegato il presidente dell'Ufficio d'Ambito: l'aumento «serve a recuperare anni di mancati investimenti». Fra gli anni Ottanta e i primi Duemila, ha ricordato, una parte degli oneri di urbanizzazione, cioè le somme che chi costruisce versa al Comune per strade, fognature e servizi, è stata spesa in altre opere pubbliche invece che nelle reti dell'acqua. Quei soldi li avevano già pagati i costruttori. Le reti, adesso, le pagano in tariffa le famiglie.

Il ritardo si misura nei tubi. Nelle reti di Acque Bresciane si perdono più di quattro litri su dieci prima di arrivare al rubinetto, in quelle di A2A circa tre. L'acqua che si perde, però, va comunque prelevata dai pozzi e spinta nelle condutture con le pompe, e quella spesa i gestori la recuperano nella tariffa di chi apre il rubinetto. Nel conto di ogni famiglia c'è anche l'acqua che al contatore non è mai arrivata.

Il problema, poi, non è soltanto bresciano. Secondo l'Istat, nel 2022 le reti italiane hanno perso il 42,4 per cento dell'acqua che vi era stata immessa. E per le fognature e i depuratori fuori norma la Corte di giustizia europea ha condannato l'Italia nel 2018: per quella sola sentenza, ha calcolato la Corte dei conti in una relazione del gennaio 2025, lo Stato aveva già versato a Bruxelles 210 milioni di sanzioni, e per le penalità dovute fino al 2030 ne stima circa altri 300. Quelle multe escono dal bilancio pubblico, cioè dalle tasse di tutti gli italiani. Anche il Bresciano, ha ricordato il presidente dell'Ufficio d'Ambito, ha le sue procedure europee sulla depurazione. Così i depuratori si pagano due volte: in tariffa, quando si costruiscono, e con le tasse, finché mancano.

All'Ufficio d'Ambito e alla Provincia di Brescia resta una domanda: quanta acqua si perderà ancora nel 2029, quando la famiglia di tre persone pagherà 459 euro?

Una parte dei soldi delle fognature è finita in altre opere. L'acqua persa, invece, è rimasta tutta nel conto.

Il presente articolo nasce da un fatto di cronaca apparso su QuiBrescia il 29 ottobre 2026.

Scritto dal Dott. Flavio Marzani, fondatore di www.fmstudioconsulenza.it

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