Bollo auto 2027, lo Stato lo toglie per un anno e lo rimborsa alle Regioni. Dal 2028 i soldi non ci sono
28 ottobre 2026, ore 16:00
Il 27 ottobre l'Ufficio parlamentare di bilancio, l'organo indipendente che esamina i conti pubblici per le Camere, ha pubblicato la sua analisi dell'esenzione dal bollo auto. L'ha decisa il governo con il decreto legge 162 del 17 settembre: per tutto il 2027 non paga il bollo chi ha un'auto a benzina, a gasolio o ibrida fino a 80 kW, una sola per intestatario, oppure, se non possiede un'auto con questi requisiti, una moto. Costa circa 2,36 miliardi di euro, e quasi tutti li versa lo Stato alle Regioni, che il bollo lo incassano, per compensare l'entrata perduta.
L'Ufficio ne riconosce il merito: il vantaggio vale lo 0,9% della spesa annua delle famiglie meno ricche e lo 0,1% di quella delle più agiate. Dal 1983, infatti, il bollo si paga per il solo fatto di possedere l'auto, anche se resta ferma in garage, e sui bilanci delle famiglie con meno mezzi pesa fino a sei volte di più che su quelli delle famiglie benestanti.
I conti, però, reggono un anno solo. L'esenzione è finanziata per il 2027, scrive l'Ufficio, «in larga parte con economie una tantum del PNRR», cioè con risparmi, che non si ripeteranno, sui fondi del piano europeo per la ripresa. Una somma che capita una volta sola paga una tassa che torna ogni anno. Per renderla stabile, come il governo dice di volere, servirebbero risorse permanenti, che finora nessuno ha indicato.
Resta da vedere chi versa al posto degli esentati. Il bollo è una tassa delle Regioni, e ognuna può alzarne la tariffa ai propri automobilisti. Con l'esenzione, osserva l'Ufficio, l'aumento che alcune Regioni hanno scelto di chiedere ai propri residenti passa sul bilancio dello Stato, cioè su tutti i contribuenti italiani. Le Regioni che hanno alzato la tariffa si vedono così rimborsare anche il rincaro, e a pagarlo concorrono pure i residenti delle Regioni che l'hanno tenuta bassa.
Ci rimettono, infine, le famiglie che dall'esenzione non ricevono niente. Secondo le stime dell'Ufficio ne beneficiano quasi due famiglie italiane su tre: le altre, fra cui chi non possiede né auto né moto e chi ha soltanto vetture più potenti, non hanno alcuno sconto, eppure i 2,36 miliardi escono dal bilancio dello Stato, che è anche loro. Se l'esenzione diventasse permanente, aggiunge l'Ufficio, le differenze fra le tariffe regionali resterebbero ferme a carico dello Stato, e si indebolirebbe il legame fra le tasse che una Regione decide e la sua responsabilità verso chi le paga.
Al ministero dell'Economia, cui spettano il riparto e le coperture, restano quindi due domande: nel dividere il rimborso fra le Regioni, da fare entro il 31 marzo, chi ha alzato di più il bollo riceverà di più? E con quali soldi si pagherà l'esenzione nel 2028?
Il bollo si paga anche con l'auto ferma. Lo sconto lo finanzia anche chi non possiede un veicolo.
Il presente articolo nasce da un fatto di cronaca apparso su Il Fatto Quotidiano il 27 ottobre 2026.

