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Sicilia, la Regione porta il fondo per i territori da 50 a 174 milioni. A Niscemi, dopo la frana, i soldi vanno all'area stampa dello stadio

30 ottobre 2026, ore 20:53

A fine gennaio una frana ha inghiottito case, strade e piazze del centro storico di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, e 1.500 abitanti hanno dovuto lasciare le loro abitazioni. Il governo nazionale ha stanziato 150 milioni, ma la ricostruzione e la messa in sicurezza tardano a ripartire. Con la legge approvata il 22 ottobre, intanto, la Regione Siciliana ha destinato al paese 250.000 euro per sistemare l'area stampa dello stadio comunale.

La somma viene dal Fondo per gli investimenti territoriali, che il governo regionale aveva proposto all'inizio di ottobre per finanziare opere di Comuni ed enti ecclesiastici. Doveva valere 50 milioni, e la norma permetteva all'Assemblea regionale siciliana, l'Ars, di scegliere da sé i singoli interventi con un ordine del giorno, cioè con un voto dell'aula, invece che con un avviso pubblico aperto a tutti. Nelle variazioni di bilancio approvate all'alba del 22 ottobre, dopo una seduta di oltre ventuno ore, il fondo è salito a 174,3 milioni. Il governo regionale lo aveva presentato come uno strumento per ridurre le differenze di sviluppo fra le zone dell'isola. A colmarle, nell'elenco approvato, dovrebbero essere i campi da padel, da tennis e da calcetto.

Nella lista compaiono anche piscine, maneggi, chiese, chiostri e strade di provincia; una parte dei soldi va ai Comuni dove alcuni deputati regionali ricoprono anche cariche elettive. Il sindaco di un paese del Palermitano ha ringraziato pubblicamente un assessore regionale per la chiesa, un deputato per il campo di padel e un altro assessore per la strada. Nel 2027 in Sicilia si torna a votare per la Regione.

Un criterio era stato proposto. In commissione Bilancio un deputato dell'opposizione aveva presentato una norma che dava a ogni Comune un importo fissato in base agli abitanti, per tutelare anche i paesi più piccoli. La maggioranza l'ha respinta subito. Con quella regola, ogni sindaco avrebbe saputo in anticipo quanto gli spettava; senza, lo scopre leggendo l'elenco.

I 174,3 milioni escono dal bilancio della Regione, cioè dalle tasse e dalle entrate che appartengono a tutti i siciliani, compresi gli sfollati di Niscemi. Li incassano i Comuni e gli enti ecclesiastici scelti dall'aula. Un movimento di opposizione ha scritto al capo dello Stato e alla presidente del Consiglio per chiedere che la legge sia impugnata davanti alla Corte costituzionale: a suo dire, i fondi sono stati distribuiti senza «procedura comparativa, bando o criterio oggettivo preventivo». Secondo la relazione del governo regionale, il fondo serviva anche a tutelare il patrimonio pubblico. A Niscemi, ciò che andrebbe messo in sicurezza sono le case del centro storico.

Alla giunta regionale e all'Ars resta una domanda: con quale criterio, scritto prima del voto, un paese con 1.500 sfollati riceve i soldi per l'area stampa dello stadio e non quelli per le case?

Il fondo è più che triplicato in poco più di due settimane. La ricostruzione di Niscemi aspetta da nove mesi.

Il presente articolo nasce da un fatto di cronaca apparso su Il Fatto Quotidiano il 30 ottobre 2026.

Scritto dal Dott. Flavio Marzani, fondatore di www.fmstudioconsulenza.it

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