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Idrogeno verde, a Marghera il PNRR paga un impianto da 750 tonnellate l'anno. I clienti ne comprano 50

2 novembre 2026, ore 16:13

A luglio, a Porto Marghera, una società ha inaugurato un impianto di idrogeno verde, che si ricava dall'acqua usando fonti rinnovabili e nell'industria dovrebbe sostituire il metano. È costato 20 milioni, 17 pagati dal PNRR, ed è stato finito in dodici mesi, come chiedevano le scadenze del Piano. Può produrre 750 tonnellate l'anno; i contratti per il 2026, con alcuni Comuni del Nord per i loro autobus, ne valgono 50. Il calendario è stato rispettato, i clienti non ancora.

Quel caso non è isolato. Il ministero dell'Ambiente ha diviso 450 milioni del PNRR fra le Regioni, e i loro bandi hanno finanziato cinquantuno impianti dello stesso tipo. Quello di Falconara Marittima, inaugurato a settembre, per ora non ha clienti industriali, a detta di chi l'ha costruito. Per l'associazione del settore, il prodotto costa da seimila a dodicimila euro a tonnellata più dell'idrogeno ricavato dal metano: le fabbriche che dovrebbero comprarlo hanno fatto i conti prima dello Stato.

Il cliente, del resto, è già scritto nella legge. Una direttiva europea, recepita dall'Italia a gennaio 2026, impone che dal 2030 almeno il quarantadue per cento dell'idrogeno usato nell'industria sia verde. Chi oggi non lo compra perché è troppo caro, fra quattro anni dovrà comprarlo comunque: la domanda non nasce dalla convenienza ma dall'obbligo, e intanto gli impianti aspettano con le macchine già pagate.

Per coprire la distanza fra i due prezzi, un decreto ministeriale del 5 giugno 2026 ha istituito aste gestite dal GSE, la società pubblica degli incentivi. I produttori offrono un ribasso e, ogni mese per quindici anni, lo Stato versa loro la differenza fra il valore fissato in gara e il costo del combustibile che l'idrogeno sostituisce; il denaro torna indietro solo nel caso in cui quel costo superi il valore della gara. La Commissione europea ha autorizzato l'aiuto fino a 6 miliardi. Prima lo Stato ha pagato gli impianti; adesso si impegna a pagare anche una parte del prezzo dell'idrogeno.

Il conto, sull'impianto veneziano, nessuno l'ha fatto. Diviso per le 50 tonnellate sotto contratto per il 2026, il contributo pubblico vale 340.000 euro ogni tonnellata, mentre la differenza di prezzo con l'idrogeno del metano arriva, al massimo, a dodicimila.

Il Piano voleva i lavori finiti entro il 2026; ai clienti la direttiva concede tempo fino al 2030.

Il presente articolo nasce da un fatto di cronaca apparso su Il Post il 2 novembre 2026.

Scritto dal Dott. Flavio Marzani, fondatore di www.fmstudioconsulenza.it

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