Gratta e Vinci, per lo Stato il danno è che il premio milionario l'abbia vinto qualcuno
26 ottobre 2026, ore 18:19
Cinque ex dipendenti di Lottomatica, una delle società che gestiscono il Gratta e Vinci per conto dello Stato, sapevano in anticipo dove sarebbero finiti i biglietti vincenti. Secondo l'accusa, con le password del loro lavoro e un programma fatto apposta vedevano in quale tabaccheria venivano spediti, e ci mandavano parenti e amici a comprarli. Quattro biglietti fra il 2015 e il 2019, a Milano, in provincia di Brescia, a Foggia e a Cremona: 24 milioni di premi. Il 23 ottobre Milano Finanza ha raccontato che la Corte dei conti, il tribunale che controlla come si usano i soldi pubblici, chiede ai cinque di restituire allo Stato oltre 25 milioni, e che la Guardia di Finanza ha bloccato loro case, auto e conti. Nessuno, per ora, è stato condannato.
Le regole di Lottomatica vietavano ai dipendenti di giocare. Infatti, secondo l'accusa, giocavano gli amici.
Ma perché il danno sarebbe dello Stato? Perché i premi che nessuno ritira restano a lui. Secondo l'accusa, senza il trucco quei premi probabilmente non li avrebbe ritirati nessuno, e i 24 milioni sarebbero rimasti nelle casse pubbliche. In tabaccheria il premio milionario si promette a tutti. Per lo Stato, il guaio è che qualcuno l'abbia vinto.
Mentre dentro Lottomatica, secondo l'accusa, qualcuno sapeva dove andavano i biglietti vincenti, nel 2017 lo Stato ha lasciato il Gratta e Vinci alle stesse società per altri nove anni, fino al 2028, senza chiedere a nessun altro se offriva di più. Il motivo, scriveva Il Fatto Quotidiano quell'estate: «far incassare allo Stato il più presto possibile 800 milioni di euro». Per incassare, lo Stato aveva fretta. Per accorgersi del trucco ci ha messo cinque anni: i primi sequestri sono del 2020. Per chiedere indietro i soldi, undici.
E il gioco non è di pochi. Nel 2025 gli italiani hanno speso al Gratta e Vinci oltre 12,6 miliardi di euro, più di 200 euro a testa; allo Stato ne sono andati circa 1,8 miliardi. A tutti gli altri, per vincere milioni, serviva la fortuna. A parenti e amici dei cinque, secondo l'accusa, bastava conoscerli.
Adesso il governo cerca soldi per il 2027 anche nei giochi. I giornali scrivono che fra le idee c'è fare prima del 2028 la nuova gara del Gratta e Vinci: chi la vince paga lo Stato per gestire il gioco, e farla prima vuol dire incassare prima. Nel 2017 la gara non si è fatta per avere i soldi subito. Ora la si vuole anticipare per avere i soldi prima. Della gara cambia tutto, tranne la fretta.
Quindi la domanda, per l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l'ufficio dello Stato che controlla i giochi: nelle regole della nuova gara ci sarà scritto chi può vedere in quale tabaccheria parte un biglietto da milioni, e chi controlla chi lo guarda?
Il Gratta e Vinci vende a tutti la stessa fortuna. Quattro volte, secondo l'accusa, qualcuno sapeva già dove andarla a prendere.
Il presente articolo nasce da un fatto di cronaca apparso su Milano Finanza il 23 ottobre 2026.

