Bonus colonnine: nel 2022 avanzavano i soldi, nel 2026 sono finiti in cinque settimane
30 ottobre 2026, ore 15:56
Il 27 ottobre, a mezzogiorno, il ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Mimit, ha chiuso lo sportello del bonus colonnine domestiche, l'incentivo con cui lo Stato rimborsa i quattro quinti della spesa, entro un tetto, a chi installa in casa o in condominio un punto di ricarica per l'auto elettrica. Le richieste si presentavano dal 22 settembre sul sito di Invitalia, e il termine era a gennaio 2027. In cinque settimane ne sono arrivate più di 16.000, e i 15 milioni stanziati per quest'anno sono finiti. Il Mimit lo ha chiamato un «grande successo».
L'incentivo va a chi fa domanda per primo, e la domanda si presenta soltanto a lavori finiti. Chi monta la colonnina da qui a dicembre, quindi, la paga per intero, a meno che il ministero non trovi altri fondi: le regole escludono dal bonus del 2027 gli impianti montati nel 2026. Il successo, per loro, è tutto del ministero.
La dotazione, hanno spiegato fonti del Mimit, era stata calibrata sulle adesioni alle ultime tranche del bonus precedente, che fra il 2022 e il 2024, dei 100 milioni stanziati, ne concesse poco più di 22. Per il solo 2022 ce n'erano 40, riservati agli impianti montati fra ottobre e dicembre, e ne fu concesso meno di un cinquantesimo; chi aveva installato in quei mesi, per giunta, poté chiedere il rimborso soltanto un anno dopo, e per due settimane. Allora i soldi aspettavano le domande. Adesso sono le domande ad aspettare i soldi.
A tenere basse le adesioni di allora, secondo le stesse fonti, fu anche il Superbonus: chi l'aveva già usato non poteva chiedere il bonus colonnine. Con quell'agevolazione lo Stato aveva pagato l'installazione di circa 350.000 colonnine domestiche, per un costo di oltre 600 milioni di euro. Quella somma è uscita dal bilancio pubblico, cioè dalle tasse di ogni cittadino, compreso chi un'auto non ce l'ha; ne hanno beneficiato i proprietari delle case ristrutturate. L'incentivo piccolo, insomma, ha trovato pochi clienti, e molti li aveva già serviti quello grande, a spese dell'Erario.
Il criterio, poi, non guarda il reddito. Vince chi presenta la richiesta per primo, e per presentarla bisogna aver già pagato l'impianto: chi non ha il denaro da anticipare non arriva nemmeno in fila. Restano fuori anche le colonnine montate nel 2025 e nella prima metà del 2026, comprese quelle di chi ha installato dopo che il Mimit, il 30 gennaio, aveva annunciato il bonus: contano soltanto gli impianti montati dal 26 giugno, il giorno in cui il decreto è entrato in vigore.
Al ministero delle Imprese resta una domanda: quante colonnine installate fra novembre e dicembre resteranno senza rimborso, né quello di quest'anno né quello del prossimo?
Il bonus colonnine durerà fino al 2030. Per chi installa una colonnina a novembre, è finito il 27 ottobre.
Il presente articolo nasce da un fatto di cronaca apparso su Il Post il 27 ottobre 2026.

