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Rapporto PFN/EBITDA: come si calcola e che cosa misura

26 ottobre 2026, ore 09:43

Il rapporto fra posizione finanziaria netta (PFN) ed EBITDA dice quanti anni servirebbero, in teoria, per azzerare il debito finanziario netto usando solo il margine dell'attività operativa. La PFN è la differenza fra i debiti finanziari e le attività finanziarie: i prestiti di banche e altri finanziatori, meno i soldi sui conti e i titoli che si possono vendere subito. L'EBITDA (Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and Amortization) è il margine operativo lordo, cioè il risultato della gestione prima di interessi, imposte e ammortamenti.

Si dice «in teoria» perché l'EBITDA non va tutto a ridurre i prestiti: prima si pagano gli interessi, le imposte e gli investimenti, e una parte resta ferma nei crediti verso i clienti e nel magazzino. Il rapporto misura il peso del debito, non il tempo reale del rimborso.

I due termini si ricavano dal bilancio d'esercizio

Nello stato patrimoniale ordinario dell'articolo 2424 del codice civile, i prestiti stanno nel passivo alle voci D4, «debiti verso banche», e D5, «debiti verso altri finanziatori». Dalla somma si tolgono due voci dell'attivo: C.IV, «disponibilità liquide», e C.III, «attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni». Nella misura completa entrano anche le rateizzazioni concordate con l'Agenzia delle Entrate e l'INPS: non sono prestiti, ma si rimborsano a rate come un mutuo. Il residuo si legge nei piani di rateizzazione.

Il bilancio in forma abbreviata, consentito dall'articolo 2435-bis del codice civile alle società che per due esercizi consecutivi restano sotto due di tre limiti (5,5 milioni di euro di attivo, 11 di ricavi, 50 dipendenti in media), mostra tutti i debiti in una riga sola, senza separare le banche dai fornitori. Gli importi allora si prendono dal bilancio di verifica, l'elenco dei conti della contabilità, oppure dai documenti delle banche: saldi di fine anno e residui dei mutui.

L'EBITDA si ricava dal conto economico dell'articolo 2425 del codice civile. Alla differenza fra valore e costi della produzione si aggiungono gli ammortamenti e le svalutazioni (B10) e gli accantonamenti (B12 e B13), presenti anche nella forma abbreviata.

Le soglie di 4 e di 6 vengono da una guida della BCE sui prestiti alle imprese molto indebitate

Il risultato si legge per fasce: sotto 2 il debito netto è considerato basso, fra 2 e 4 gestibile, oltre 4 a rischio, perché rifinanziare i debiti in scadenza diventa più difficile, oltre 6 critico.

La guida sulle operazioni a leva della Banca centrale europea, del maggio 2017, vale per le banche sotto la sua vigilanza diretta. Considera a leva il finanziamento a un'impresa che, dopo il prestito, ha un debito superiore a 4 volte l'EBITDA, e scrive che per la maggior parte dei settori oltre 6 volte c'è motivo di preoccupazione. Quel debito però è lordo: comprende le linee di credito concesse e non utilizzate, e la liquidità non si sottrae. E la guida esclude i prestiti alle piccole e medie imprese, salvo quelle controllate da fondi di private equity. Per una PMI quelle soglie sono un riferimento di lettura, non una regola della vigilanza; e la PFN, che toglie la liquidità, dà un rapporto più basso di quello calcolato come nella guida.

L'errore tipico è leggere il risultato senza guardare i due termini

Il rapporto ha senso solo quando c'è un debito netto e l'EBITDA è positivo. Se l'attività operativa perde denaro e la liquidità supera i debiti, la divisione fra due numeri negativi dà un risultato positivo che sembra ottimo e non misura niente.

Un rapporto alto non dice da solo se l'azienda riesce a pagare le rate. Fidi e anticipi sulle fatture si rinnovano invece di essere rimborsati: pesano sulla PFN, non sulle rate dei mutui. Con molto debito a breve un'azienda può avere un rapporto alto e un buon DSCR (Debt Service Coverage Ratio), l'indicatore che confronta le risorse dell'anno con gli interessi e le rate da pagare.

Un esempio. Un'impresa che distribuisce surgelati ai ristoranti fattura 28 milioni di euro. A fine esercizio ha un debito finanziario netto di 6,3 milioni, quasi tutto in anticipi sulle fatture, e un EBITDA di 1.400.000 euro: il rapporto è 4,5, oltre la soglia di 4. Le rate di mutuo però sono poche e il DSCR è buono: tutto dipende dalla banca, che ogni anno decide se confermare quegli anticipi.

Nei propri conti il rapporto si segue anche durante l'anno

La PFN del bilancio è quella di un giorno solo, la chiusura dell'esercizio. Nelle aziende con vendite stagionali il debito dei mesi di punta può essere molto diverso da quello di fine anno. Con il controllo di gestione mensile il rapporto si calcola a ogni fine mese, con la PFN presa dagli estratti conto e l'EBITDA degli ultimi dodici mesi. Quando sale, si guarda quale dei due termini lo muove: il debito che cresce o il margine che scende.

Scritto dal Dott. Flavio Marzani, fondatore di www.fmstudioconsulenza.it

Banche e debito

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