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Che cosa legge una banca nella Centrale dei rischi prima di concedere un prestito

1 novembre 2026, ore 07:55

Quando un'impresa chiede un prestito, la banca guarda il bilancio, che descrive l'anno chiuso, e un secondo documento che racconta mese per mese come l'impresa ha usato il credito ricevuto da tutti gli intermediari, non soltanto dall'istituto a cui si rivolge: la Centrale dei rischi della Banca d'Italia. Il 30 ottobre, alla Giornata mondiale del risparmio, il ministro dell'Economia ha ricordato che il credito delle banche alle imprese più piccole cala per il quarto anno di seguito, mentre quello alle più grandi cresce. Quando i prestiti si fanno più selettivi, conviene sapere che cosa vede chi decide.

La Centrale registra ogni mese i debiti verso tutto il sistema

È un archivio della Banca d'Italia, alimentato dalle segnalazioni di banche, società finanziarie e altri intermediari: ognuno comunica, per ciascun cliente, i crediti concessi, le garanzie ricevute e la parte effettivamente usata. La segnalazione scatta quando la posizione verso quell'intermediario raggiunge i 30.000 euro, oppure 250 euro se il cliente è classificato in sofferenza, cioè giudicato in gravi difficoltà nel restituire il debito. A sua volta ogni intermediario riceve dalla Banca d'Italia il quadro complessivo dei propri clienti: quanto hanno ottenuto e quanto stanno usando presso tutti gli altri.

Per ogni categoria si confronta il credito concesso con quello usato

I crediti sono divisi in categorie che corrispondono ai modi in cui un'impresa si finanzia. I rischi autoliquidanti sono gli anticipi su fatture e ricevute bancarie, che si chiudono quando il cliente dell'impresa paga. I rischi a scadenza sono i mutui e i leasing, rimborsati secondo un piano. I rischi a revoca sono le aperture di credito in conto corrente, che la banca può ritirare in ogni momento. Per ciascuna categoria e per ciascun intermediario la Centrale riporta due importi: l'accordato operativo, cioè quanto è stato concesso con un contratto già perfezionato, e l'utilizzato, cioè quanto l'impresa sta usando.

Il rapporto fra i due misura quanta parte delle linee concesse è già impegnata. Le guide all'analisi della Centrale considerano in tensione una categoria in cui l'utilizzato supera il 75 per cento dell'accordato operativo, perché resta poco margine per una spesa imprevista. Quando poi l'utilizzato supera l'accordato operativo, la Centrale registra uno sconfinamento: l'impresa ha usato più di quanto le era stato concesso, e chi valuta una nuova richiesta lo legge come il segno di una tesoreria che non riesce a stare nei limiti concordati.

Gli insoluti dei clienti finiscono fra i dati dell'impresa

Due aspetti del funzionamento contano più di quanto sembri. Il primo riguarda gli anticipi: quando una fattura o una ricevuta bancaria anticipata scade e il cliente non la paga, l'importo esce dai rischi autoliquidanti e la Centrale lo registra fra i rischi a revoca. Un cliente che non onora una ricevuta lascia quindi un segno nella posizione dell'impresa che l'aveva presentata in banca, anche se questa ha fatto tutto in regola.

Il secondo riguarda la data. L'utilizzato è quello dell'ultimo giorno del mese, non la media del periodo. Un'azienda che paga i fornitori a fine mese e incassa dai clienti dopo la metà del mese successivo mostra ogni volta l'utilizzo nel suo punto più alto, e in quei giorni rischia di superare l'accordato operativo anche se nel resto del mese ne usa una parte modesta.

Ne discende che la Centrale si legge prima di chiedere un nuovo prestito. La Banca d'Italia fornisce gratis a ogni impresa i propri dati, su richiesta del legale rappresentante, e chi li confronta con i saldi della contabilità alla stessa data può trovare anche errori di segnalazione, che l'intermediario è tenuto a correggere. Una previsione dei pagamenti e degli incassi mese per mese, che nel controllo di gestione si aggiorna con i dati reali, indica in anticipo i mesi in cui l'utilizzato si avvicinerà all'accordato: è il momento di chiedere alla banca di adeguare le linee, prima che la Centrale registri uno sconfinamento.

Il bilancio racconta alla banca come è andato l'anno chiuso. La Centrale dei rischi le mostra come l'impresa usa, mese dopo mese, il credito che ha già ottenuto, e per chi deve decidere se concederne altro è l'informazione più recente di cui dispone.

Il presente articolo nasce da un fatto di cronaca apparso su Milano Finanza il 30 ottobre 2026.

Scritto dal Dott. Flavio Marzani, fondatore di www.fmstudioconsulenza.it

Banche e debito

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