Targhe polacche a Napoli: l'assicurazione risparmiata la pagano gli automobilisti in Polonia
6 ottobre 2026, ore 18:30
Secondo il Financial Times, in Italia circa 60.000 persone, quasi tutte fra Napoli e provincia, guidano auto e moto con targa polacca. La proprietà passa a una società registrata in Polonia che di attività non ne fa, l'auto viene immatricolata là e torna al vecchio proprietario con un contratto di noleggio. Bollo e assicurazione costano molto meno, le multe arrivano alla società. È una truffa.
Spesso la polizza non c'è proprio. Quando una di queste auto provoca un incidente, la vittima la risarcisce il PBUK, l'ufficio che riunisce le compagnie che assicurano le auto in Polonia e che vive dei loro contributi. Da gennaio ad agosto di quest'anno ha pagato per l'Italia 35 milioni di zloty, che in euro fanno circa otto. In tutto il 2025 erano stati 18. Le compagnie quel conto lo ribaltano sulle polizze dei loro clienti.
Il risparmio dell'automobilista napoletano, quindi, non è un risparmio: è una bolletta spostata. È l'allaccio abusivo al contatore del vicino, dove la luce la consuma uno e la paga un altro. Solo che il vicino abita in Polonia, e a bussare non può nemmeno venire.
Il problema più grande è che il trucco passa fra due Stati che guardano ciascuno le proprie carte. La maggior parte di queste auto, dice il PBUK, in Polonia non ha mai circolato. Adesso il ministero delle Infrastrutture polacco vuole una fotografia in officina, alla revisione, che dimostri che la macchina c'era. Finora, evidentemente, la prova non serviva.
In Italia l'articolo 93-bis del codice della strada vieta a chi ci vive di guidare stabilmente un'auto immatricolata all'estero, con un'eccezione: il noleggio o il leasing da un'impresa di un altro Paese dell'Unione, con l'auto iscritta nel registro dei veicoli esteri. È una porta pensata per le flotte vere, e ci è passata la società che esiste per ricevere le multe. Infatti non le riceve.
Ora la porta si stringe. Da maggio l'iscrizione a quel registro paga anche l'imposta provinciale di trascrizione, e il nuovo codice della strada, ancora in preparazione, vuole una polizza italiana. Tutte e due le regole toccano anche l'impresa che un'auto la noleggia davvero da una società europea: il conto del trucco arriva pure a chi non l'ha fatto.
Fino a quest'estate un vigile che fermava una targa polacca poteva aspettare giorni per sapere da Varsavia se fosse assicurata. Il 13 agosto una circolare del ministero dell'Interno ha aperto il collegamento in tempo reale con le banche dati polacche. Quindi la domanda, per il Viminale: per accendere un collegamento servivano 60.000 targhe?
A Napoli lo chiamano risparmio. In Polonia arriva come premio.
Il presente articolo nasce da un fatto di cronaca apparso su Financial Times il 4 ottobre 2026.

