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Mozziconi: dal 5 gennaio 2023 la pulizia toccava ai produttori di sigarette, il regolamento arriva adesso e intanto la paga la TARI

4 ottobre 2026, ore 18:52

In questi giorni il Ministero dell'Ambiente ha messo in consultazione, fino al 31 ottobre, lo schema di regolamento che obbliga i produttori di sigarette con filtro a pagare la gestione dei mozziconi: raccolta, trasporto, smaltimento, campagne, e la pulizia delle strade e delle piazze dove i filtri finiscono. Gli obiettivi: raccogliere almeno metà dei mozziconi, in peso, entro il 31 dicembre 2035, e il 70 per cento entro il 2040. Quanto verseranno i produttori lo stabilirà più avanti un accordo con i Comuni.

Poi le date. La direttiva europea 2019/904, quella sulla plastica monouso, voleva quel sistema in funzione per i filtri delle sigarette entro il 5 gennaio 2023. L'Italia l'ha recepita con il decreto legislativo 196 del 2021. Il regolamento che lo rende operativo è in consultazione adesso, quasi quattro anni dopo la scadenza.

La direttiva è precisa: a chi vende sigarette tocca anche coprire «i costi di rimozione dei rifiuti da tali prodotti dispersi». Finché il regolamento non c'è, quei mozziconi li tolgono i Comuni con le spazzatrici, e la spesa entra nel conto del servizio rifiuti, cioè nella TARI. La pagano le famiglie e le imprese, fumatori e no. Un ufficio dove non fuma nessuno paga in base ai metri quadrati come gli altri.

I produttori, intanto, nel 2022 hanno fondato un consorzio, Erion Care, che finanzia campagne di sensibilizzazione e qualche intervento di pulizia. È anche la fonte del dato più citato sul tema: in Italia più di sei sigarette su dieci fumate in luoghi pubblici finiscono dove non dovrebbero.

È la grigliata del vicino nel cortile del condominio. Piatti e bicchieri restano sull'erba, l'impresa di pulizie passa il lunedì, e la fattura si divide per millesimi. Il vicino, in compenso, ha comprato un pacco di sacchi neri e ha appeso un cartello che invita all'ordine.

I mozziconi, però, sono il sintomo. La malattia è un modo di recepire le regole europee: la legge si scrive, il decreto che la fa funzionare arriva anni dopo, e nel frattempo il costo resta dove l'Europa aveva detto di toglierlo. Un filtro di sigaretta ci mette anni a sparire dal marciapiede. Il regolamento che dovrebbe farlo raccogliere, a quanto pare, anche.

La domanda va al Ministero dell'Ambiente. La pulizia che dal 5 gennaio 2023 toccava ai produttori, e che nel frattempo hanno pagato i Comuni con la TARI, qualcuno la restituirà, o il conto dei produttori comincia dal giorno in cui il regolamento sarà firmato?

L'Europa il conto l'aveva intestato a chi vende le sigarette. Da quasi quattro anni lo paga chi paga la tassa sui rifiuti.

Il presente articolo nasce da un fatto di cronaca apparso su Il Sole 24 Ore il 2 ottobre 2026.

Scritto dal Dott. Flavio Marzani, fondatore di www.fmstudioconsulenza.it

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