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Ibride cinesi: per due anni è bastato un motore a benzina per scansare il dazio europeo

13 ottobre 2026, ore 18:24

Pechino, 9 ottobre. Il commissario europeo al Commercio Maroš Šefčovič chiude un accordo sulle auto ibride cinesi e lo annuncia così: gli arrivi nell'Unione caleranno «di più della metà».

Il 12 ottobre il ministero del Commercio cinese racconta lo stesso accordo con altre parole: un'intesa che «amplia i volumi sulla base del livello del 2025».

L'accordo è uno solo. Secondo un documento interno della Commissione europea, pubblicato dall'agenzia Bloomberg, entreranno al massimo 350.000 ibride il primo anno, poi il 6 per cento in più ogni dodici mesi, per quattro anni.

Nel 2025, secondo l'istituto di statistica europeo, ne sono arrivate 302.000. Il tetto è più alto di 48.000: rispetto al 2025 non taglia niente, lascia entrare più ibride cinesi di prima.

Il «più della metà» di Šefčovič è calcolato su 800.000 ibride: quelle che Bruxelles si aspetta per tutto il 2026, non su quelle arrivate davvero.

Bruxelles fa come il negozio che, il giorno prima dei saldi, alza il prezzo sul cartellino: così lo sconto sembra più grande.

Come ci si è arrivati sta in un regolamento del 2024. L'Unione mette un dazio sulle auto elettriche costruite in Cina; le ibride, che hanno anche un motore a benzina, ne restano fuori. I costruttori cinesi allora spostano le vendite sulle ibride, che pagano solo il dazio normale del 10 per cento: gli arrivi passano da 107.000 nel 2024 a 378.000 nei soli primi sette mesi del 2026.

Il problema più grande è questo: per due anni, per non pagare il dazio europeo, è bastato aggiungere un motore a benzina a un'auto elettrica. La Commissione europea, che quel dazio lo aveva deciso, ha aspettato che gli arrivi di ibride triplicassero prima di intervenire, e adesso interviene con un tetto più alto degli arrivi del 2025.

Chi paga sono i costruttori europei che il dazio doveva proteggere, e le imprese che fanno i pezzi per le loro auto: per quattro anni dovranno fare spazio, ogni anno, a più ibride cinesi di quante ne arrivavano nel 2025.

Quindi la domanda, per il commissario Šefčovič: le 800.000 ibride su cui ha calcolato «più della metà», in quale statistica si trovano?

Il dazio del 2024 non ha fermato le auto cinesi: le ha fatte arrivare ibride.

Il presente articolo nasce da un fatto di cronaca apparso su Reuters il 12 ottobre 2026.

Scritto dal Dott. Flavio Marzani, fondatore di www.fmstudioconsulenza.it

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