Frode carosello sull'elettronica: l'IVA che la cartiera non versa diventa lo sconto, e la regola europea che lo permette è «transitoria» dal 1993
8 ottobre 2026, ore 18:17
Il 7 ottobre la Procura europea ha disposto perquisizioni in otto Paesi per l'inchiesta Hermes, una frode carosello sull'IVA dell'elettronica. In Italia la Guardia di Finanza di Varese ha eseguito sei misure cautelari e un sequestro fino a circa 11 milioni di euro. Le società italiane coinvolte sono 93, con fatture ritenute false per oltre 450 milioni di euro dal 2022 al 2025. Gli indagati sono presunti innocenti.
Una società senza dipendenti e intestata a un prestanome, la «cartiera», compra senza IVA da un fornitore di un altro Paese dell'Unione e rivende in Italia con l'IVA in fattura. Quell'IVA la incassa e non la versa: per questo può vendere «sottocosto». Dopo al massimo 24 mesi chiude, e ne nasce un'altra. In fondo alla catena un'impresa vera compra a quel prezzo e detrae un'IVA che allo Stato nessuno ha mai versato. Spesso la merce torna all'estero e il carosello ricomincia.
Tradotto: lo sconto è l'IVA. È il televisore caduto dal camion, con due differenze: questo ha la fattura, e alla frontiera nessuno gli ha chiesto niente.
Il varco, però, non l'ha aperto chi froda. Dal 1° gennaio 1993, quando sono cadute le frontiere fiscali, la merce fra imprese di Paesi diversi passa il confine senza imposta. Chi compra aggiunge da sé l'IVA alla fattura del fornitore estero e la registra sia fra le vendite sia fra gli acquisti: la deve e la recupera insieme, e allo Stato non arriva niente. L'IVA da versare nasce quando la merce viene rivenduta in Italia, ed è quella che la cartiera incassa e tiene. L'articolo 402 della direttiva 2006/112/CE dice tuttora che quel regime «è transitorio e sarà sostituito da un regime definitivo». La proposta del 2018 la Commissione l'ha ritirata l'anno scorso.
Per telefoni, tablet e portatili venduti fra imprese l'Italia ha già spostato l'IVA su chi compra, ma solo per quei prodotti. Dal 1° luglio 2030 le vendite fra Paesi diversi si comunicheranno al Fisco fattura per fattura: le cartiere si vedranno prima, ma la merce viaggerà ancora senza IVA.
Oltre allo Stato ci rimette il negozio onesto, battuto da prezzi che chi versa l'IVA non può permettersi.
Chi compra dalla cartiera rischia in proprio: con la sentenza Kittel del 6 luglio 2006 la Corte di giustizia europea ha stabilito che la detrazione si nega a chi sapeva o avrebbe dovuto sapere della frode. Se un fornitore appena nato vende sotto il prezzo a cui la merce si compra in regola, lo sconto spesso è l'IVA di qualcun altro.
La domanda, per la Commissione europea: chi chiude il varco, se anche dopo il 2030 la merce passerà senza IVA?
La cartiera dura al più due anni. Il varco da cui passa, trentatré.
Il presente articolo nasce da un fatto di cronaca apparso su ANSA l'8 ottobre 2026.

